Brigantinas è il nuovo progetto fotografico di Nicola Lo Calzo, un’opera che intreccia memoria storica, lotta politica e rappresentazione visiva, per riflettere sulle forme della subalternità in Sardegna e sulla resistenza delle sue comunità.
A partire dalle parole dello scrittore e drammaturgo sardo Romano Ruju e dalla celebre opera teatrale Su Connottu, Lo Calzo costruisce un viaggio visivo e concettuale nel cuore dell’isola, esplorando il rapporto profondo e complesso tra identità sarda e terra. Una terra intesa non solo come spazio fisico, ma anche come luogo simbolico di conflitto, appartenenza, soggettivazione e utopia.
Il progetto, curato da Elisa Medde e Giangavino Pazzola, si sviluppa lungo una genealogia di lotte e resistenze, dalle rivolte contadine dell’Ottocento come Su Connottu (Nuoro, 1868) e la battaglia di Morgogliai (1899), fino alle proteste contemporanee contro l’estrattivismo, il militarismo e le politiche neoliberali, come la rivolta di Pratobello (1969),la rivolta del latte (2019) o le più recenti azioni dei collettivi A Foras e Bruxas Ogliastrinas.
In Brigantinas, la fotografia diventa strumento critico e poetico per interrogare le forme della rappresentazione e i dispositivi del potere che, storicamente, hanno contribuito alla costruzione di un’alterità sarda all’interno del discorso e dell’immaginario nazionale.
Allo stesso tempo, il progetto desidera dare voce alle soggettività la cui molteplici memorie e esperienze sono state sistematicamente marginalizzate, criminalizzate o silenziate.
Attraverso una narrazione che combina immagini contemporanee, documenti d’archivio (come le rare fotografie segnaletiche dell’Archivio di Stato di Nuoro di donne contadine e massaie arrestate a fine 800) e riflessioni storiche, Lo Calzo mette in luce la centralità dell’esperienza femminile come chiave di lettura intersezionale della soggettività sarda. Dalla figura eroica e popolare di Paska Zau, fino alle attiviste transfemministe di oggi, le donne sarde emergono come protagoniste di una storia fatta di resistenza, agency e lotta per l’accesso alle risorse della terra e dell’autodeterminazione.
Il progetto si interroga infine sul ruolo ambiguo della “tradizione” – tra strumento identitario e dispositivo normalizzante – e sul suo uso nelle dinamiche di rappresentazione e consumo culturale (dalle feste regionali come Sant’Efisio e la Cavalcata Sarda, alla fotografia folclorica e giudiziaria dell’800).
Brigantinas non offre risposte definitive ma invita a problematizzare i concetti di memoria, identità e territorio, restituendo spazio e valore a quelle che Antonio Gramsci definiva le “tracce di iniziativa autonoma” dei subalterni. È un invito a costruire un archivio condiviso e critico delle memorie subalterne.
Il progetto é stato pubblicato dalla casa editrice L’Artiere con design di Giulia Boccarossa e testi di Elisa Medde, Giangavino Pazzola e Nicola Lo Calzo.









