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Giugno
18 Giugno 2026

BRI­GAN­TI­NAS

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Bri­gan­ti­nas è il nuo­vo pro­get­to foto­gra­fi­co di Nico­la Lo Cal­zo, un’opera che intrec­cia memo­ria sto­ri­ca, lot­ta poli­ti­ca e rap­pre­sen­ta­zio­ne visi­va, per riflet­te­re sul­le for­me del­la subal­ter­ni­tà in Sar­de­gna e sul­la resi­sten­za del­le sue comu­ni­tà.

A par­ti­re dal­le paro­le del­lo scrit­to­re e dram­ma­tur­go sar­do Roma­no Ruju e dal­la cele­bre ope­ra tea­tra­le Su Con­not­tu, Lo Cal­zo costrui­sce un viag­gio visi­vo e con­cet­tua­le nel cuo­re dell’isola, esplo­ran­do il rap­por­to pro­fon­do e com­ples­so tra iden­ti­tà sar­da e ter­ra. Una ter­ra inte­sa non solo come spa­zio fisi­co, ma anche come luo­go sim­bo­li­co di con­flit­to, appar­te­nen­za, sog­get­ti­va­zio­ne e uto­pia.

Il pro­get­to, cura­to da Eli­sa Med­de e Gian­ga­vi­no Paz­zo­la, si svi­lup­pa lun­go una genea­lo­gia di lot­te e resi­sten­ze, dal­le rivol­te con­ta­di­ne dell’Ottocento come Su Con­not­tu (Nuo­ro, 1868) e la bat­ta­glia di Mor­go­gliai (1899), fino alle pro­te­ste con­tem­po­ra­nee con­tro l’estrattivismo, il mili­ta­ri­smo e le poli­ti­che neo­li­be­ra­li, come la rivol­ta di Pra­to­bel­lo (1969),la rivol­ta del lat­te (2019) o le più recen­ti azio­ni dei col­let­ti­vi A Foras e Bru­xas Oglia­stri­nas.

In Bri­gan­ti­nas, la foto­gra­fia diven­ta stru­men­to cri­ti­co e poe­ti­co per inter­ro­ga­re le for­me del­la rap­pre­sen­ta­zio­ne e i dispo­si­ti­vi del pote­re che, sto­ri­ca­men­te, han­no con­tri­bui­to alla costru­zio­ne di un’al­te­ri­tà sar­da all’interno del discor­so e del­l’im­ma­gi­na­rio nazio­na­le.

Allo stes­so tem­po, il pro­get­to desi­de­ra dare voce alle sog­get­ti­vi­tà la cui mol­te­pli­ci memo­rie e espe­rien­ze sono sta­te siste­ma­ti­ca­men­te mar­gi­na­liz­za­te, cri­mi­na­liz­za­te o silen­zia­te.

Attra­ver­so una nar­ra­zio­ne che com­bi­na imma­gi­ni con­tem­po­ra­nee, docu­men­ti d’archivio (come le rare foto­gra­fie segna­le­ti­che del­l’Ar­chi­vio di Sta­to di Nuo­ro di don­ne con­ta­di­ne e mas­sa­ie arre­sta­te a fine 800) e rifles­sio­ni sto­ri­che, Lo Cal­zo met­te in luce la cen­tra­li­tà dell’esperienza fem­mi­ni­le come chia­ve di let­tu­ra inter­se­zio­na­le del­la sog­get­ti­vi­tà sar­da. Dal­la figu­ra eroi­ca e popo­la­re di Paska Zau, fino alle atti­vi­ste tran­sfem­mi­ni­ste di oggi, le don­ne sar­de emer­go­no come pro­ta­go­ni­ste di una sto­ria fat­ta di resi­sten­za, agen­cy e lot­ta per l’ac­ces­so alle risor­se del­la ter­ra e del­l’au­to­de­ter­mi­na­zio­ne.

Il pro­get­to si inter­ro­ga infi­ne sul ruo­lo ambi­guo del­la “tra­di­zio­ne” – tra stru­men­to iden­ti­ta­rio e dispo­si­ti­vo nor­ma­liz­zan­te – e sul suo uso nel­le dina­mi­che di rap­pre­sen­ta­zio­ne e con­su­mo cul­tu­ra­le (dal­le feste regio­na­li come Sant’Efisio e la Caval­ca­ta Sar­da, alla foto­gra­fia fol­clo­ri­ca e giu­di­zia­ria dell’800).

Bri­gan­ti­nas non offre rispo­ste defi­ni­ti­ve ma invi­ta a pro­ble­ma­tiz­za­re i con­cet­ti di memo­ria, iden­ti­tà e ter­ri­to­rio, resti­tuen­do spa­zio e valo­re a quel­le che Anto­nio Gram­sci defi­ni­va le “trac­ce di ini­zia­ti­va auto­no­ma” dei subal­ter­ni. È un invi­to a costrui­re un archi­vio con­di­vi­so e cri­ti­co del­le memo­rie subal­ter­ne.

Il pro­get­to é sta­to pub­bli­ca­to dal­la casa edi­tri­ce L’Ar­tie­re con desi­gn di Giu­lia Boc­ca­ros­sa e testi di Eli­sa Med­de, Gian­ga­vi­no Paz­zo­la e Nico­la Lo Cal­zo.

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