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Agosto
27 Agosto 2026

BOR­DER­LANDS

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Bor­der­lands nasce dal­la volon­tà di rac­con­ta­re il con­fi­ne tra Sta­ti Uni­ti e Mes­si­co ten­tan­do di supe­ra­re la nar­ra­zio­ne emer­gen­zia­le che sem­pre più carat­te­riz­za il rac­con­to del­le zone limi­na­li. In mol­ti casi que­ste aree si con­fron­ta­no con i flus­si migra­to­ri da decen­ni, tan­to da aver visto il pro­prio tes­su­to socia­le pla­smar­si intor­no a que­sti feno­me­ni, ma nono­stan­te que­sto, il tema dell’immigrazione con­ti­nua ad esse­re nar­ra­to e affron­ta­to come un’emergenza, sia a livel­lo media­ti­co che poli­ti­co. 

L’intenzione del lavo­ro è sta­ta da subi­to quel­la di tra­smet­te­re la com­ples­si­tà di que­sti luo­ghi, sol­le­van­do doman­de sul­le tra­sfor­ma­zio­ni in atto, le con­trad­di­zio­ni che li rego­la­no; ten­tan­do di mostra­re le bor­der­lands come il luo­go a se stan­te che sono rispet­to ai due pae­si che sepa­ra­no.

Il con­fi­ne è spes­so nar­ra­to come un luo­go di sepa­ra­zio­ne net­ta, di non con­ti­nui­tà, un luo­go dove per­ma­ne costan­te­men­te il rischio che qual­co­sa o qual­cu­no di “sba­glia­to” pos­sa attra­ver­sa­re con­ta­mi­nan­do il lato “giu­sto”. Da que­sto è dipe­sa la deci­sio­ne di con­cen­trar­mi esclu­si­va­men­te sul lato sta­tu­ni­ten­se del con­fi­ne, su quel­le bor­der­lands ame­ri­ca­ne dove il 92% del­la popo­la­zio­ne è di ori­gi­ne lati­na e dove l’immigrazione e il nar­co­traf­fi­co sono feno­me­ni tan­to pre­sen­ti quan­to sul lato mes­si­ca­no. 

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