26

Dicembre
26 Dicembre 2025

ELE­GIA LODI­GIA­NA

0 CommentI
155 visualizzazioni
4 min

Ele­gia Lodi­gia­na costi­tui­sce il pri­mo capi­to­lo di Ita­lian Ele­gies, un pro­get­to foto­gra­fi­co che esplo­ra le quat­tro pro­vin­ce ita­lia­ne sacri­fi­ca­te al sosten­ta­men­to del­le gran­di aree metro­po­li­ta­ne di Mila­no, Roma, Tori­no e Napo­li.

Segna­ti dal­la dop­pia feri­ta dell’eredità nuclea­re e del cam­bia­men­to cli­ma­ti­co, que­sti ambien­ti fra­gi­li incar­na­no il para­dos­so dell’abbondanza e del­la vul­ne­ra­bi­li­tà: un tem­po sim­bo­li di fer­ti­li­tà e di pro­gres­so moder­no, oggi rive­la­no i costi irri­sol­ti del­le ambi­zio­ni ener­ge­ti­che, dell’agricoltura inten­si­va e degli even­ti meteo­ro­lo­gi­ci estre­mi.
A più di trent’anni dal refe­ren­dum del 1987 che pose fine all’energia nuclea­re in Ita­lia, i pae­sag­gi che ospi­ta­ro­no quei pro­get­ti por­ta­no anco­ra feri­te silen­zio­se, men­tre il cam­bia­men­to cli­ma­ti­co ne accre­sce la fra­gi­li­tà con sic­ci­tà, allu­vio­ni e insta­bi­li­tà sem­pre più fre­quen­ti.

In que­sta pro­spet­ti­va, la Pia­nu­ra Lau­sia­na, una por­zio­ne del­la Pia­nu­ra Pada­na attor­no  Lodi, sto­ri­ca­men­te subor­di­na­ta alle ambi­zio­ni metro­po­li­ta­ne di Mila­no, diven­ta al tem­po stes­so sim­bo­lo e aper­tu­ra di que­sta gran­de nar­ra­zio­ne del pae­sag­gio ita­lia­no.
Per miglia­ia di anni, que­sto ter­ri­to­rio è sta­to pla­sma­to dall’intervento uma­no: il suo vasto siste­ma di cana­li, lun­go oltre 2.500 chi­lo­me­tri, ha gene­ra­to suo­li fer­ti­li e un model­lo cul­tu­ra­le resi­lien­te. Agri­col­tu­ra e gestio­ne del­le acque ne han­no defi­ni­to l’identità e soste­nu­to le comu­ni­tà loca­li.
Tut­ta­via, lo svi­lup­po indu­stria­le, l’intensificazione agri­co­la e la vici­nan­za di infra­strut­tu­re nuclea­ri come la cen­tra­le di Caor­so han­no pro­fon­da­men­te alte­ra­to l’equilibrio di que­sto ter­ri­to­rio. Un tem­po model­la­ta per garan­ti­re abbon­dan­za e nutri­re la metro­po­li, oggi la pia­nu­ra si tro­va all’incrocio tra stress ambien­ta­le e memo­ria sto­ri­ca.

Secon­do una ricer­ca pro­mos­sa da Ita­ly for Cli­ma­te, la dispo­ni­bi­li­tà idri­ca del pae­se è dimi­nui­ta del 20% negli ulti­mi anni e potreb­be ridur­si fino al 40% nei pros­si­mi decen­ni a cau­sa del riscal­da­men­to glo­ba­le, con pun­te fino al 90% nel­le regio­ni meri­dio­na­li.
L’Italia, ter­za in Euro­pa con 130 miliar­di di metri cubi d’acqua all’anno, regi­stra il più alto livel­lo di stress idri­co del con­ti­nen­te, supe­ran­do Fran­cia e Ger­ma­nia per pre­lie­vi.
Nel 2022, una gra­ve sic­ci­tà nel Nord Ita­lia ha mes­so in evi­den­za l’impatto cre­scen­te del cam­bia­men­to cli­ma­ti­co sugli eco­si­ste­mi e sul­la vita socia­le.
L’agricoltura resta la prin­ci­pa­le fon­te di doman­da d’acqua: i dati OCSE (2021) indi­ca­no che rap­pre­sen­ta il 69% dei pre­lie­vi a livel­lo glo­ba­le e il 41% in Ita­lia, secon­da solo alla Spa­gna in Euro­pa.

Su que­sto sfon­do, Ele­gia Lodi­gia­na riflet­te sul­la fra­gi­li­tà di un pae­sag­gio model­la­to da seco­li di adat­ta­men­to idrau­li­co, agri­col­tu­ra inten­si­va e sfrut­ta­men­to ener­ge­ti­co. Inter­ro­ga come il pro­gres­so, che si trat­ti di cana­li, mono­col­tu­re o ener­gia nuclea­re, abbia lascia­to cica­tri­ci che oggi defi­ni­sco­no il pre­ca­rio equi­li­brio tra soprav­vi­ven­za e impo­ve­ri­men­to.

Il lavo­ro è con­ce­pi­to come capi­to­lo inau­gu­ra­le di Ita­lian Ele­gies, un’ampia medi­ta­zio­ne sui ter­ri­to­ri ita­lia­ni in cui sto­ria, ambien­te e socie­tà si intrec­cia­no sot­to il peso del­le con­trad­di­zio­ni del­la moder­ni­tà.
Il capi­to­lo suc­ces­si­vo, Etru­sco­po­lis, esten­de que­sta rifles­sio­ne alla costa lazia­le, sto­ri­ca­men­te lega­ta all’area metro­po­li­ta­na di Roma, dove pro­get­ti nuclea­ri abban­do­na­ti, infra­strut­tu­re indu­stria­li e tra­di­zio­ni rura­li con­vi­vo­no in ten­sio­ne. I capi­to­li futu­ri affron­te­ran­no altri ter­ri­to­ri sacri­fi­ca­ti, con­nes­si a cen­tri metro­po­li­ta­ni come Tori­no e Napo­li.

Insie­me, que­ste ele­gie com­pon­go­no una nar­ra­zio­ne nazio­na­le che ritrae quel­le ter­re offer­te in silen­zio ai desi­de­ri metro­po­li­ta­ni, ter­re sospe­se tra memo­ria e tra­sfor­ma­zio­ne.

Con­di­vi­di:
I commenti sono chiusi
0
    0
    Carrello
    Il tuo carrello è vuotoRitorna allo shop